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Megaupload, Anonymous e Filesonic: il punto della situazione

Megaupload, Anonymous e Filesonic: il punto della situazione

filesonic

Probabilmente avrete avuto modo di leggerne su questi lidi, o comunque vi sarà giunta voce del gran polverone che si è alzato da qualche giorno sul web circa il “caso MegaUpload“. Naturalmente, l’evento ha avuto conseguenze piuttosto rilevanti sul web, facciamo il punto della situazione a qualche ora di distanza dall’accaduto.

Partiamo, innanzitutto, dall’evento che ha fatto da “scintilla” a tutto questo. Per chi di voi ancora non lo sapesse, da qualche giorno le autorità americane hanno chiuso MegaUpload, MegaVideo e tutti gli altri siti facenti parte del circuito “Mega”, inoltre Kim Dotcom (fondatore del colosso dei servizi di file hosting) e altri suoi collaboratori sono stati arrestati. Il provvedimento sarebbe stato preso a causa degli ingenti danni (in termini monetari) che tali servizi avrebbero arrecato attraverso la condivisione di materiale coperto da copyright, attività illegale e punita dalla legge; inoltre, i vertici dell’azienda sono anche accusati di aver incentivato tale pratica attraverso un sistema di remunerazione, nonché di aver monetizzato e conseguentemente speculato proprio con questo sistema.

Come ci si poteva aspettare, la conseguenza più presumibile (poi avveratasi) è stata la “corsa ai ripari” da parte di altri grandi nomi del settore. È notizia di qualche ora fa che FileSonic, altro importante servizio di hosting e condivisione file, abbia cessato qualsiasi attività legata alla condivisione di file, limitandosi ad offrire soltanto la possibilità di caricare e recuperare i propri file; l’azienda ha inoltre sospeso tutti gli abbonamenti e sta procedendo a un’analisi di tutto il materiale attualmente presente online. Altri siti come VideoBB, VideoraZer e VideoWeed stanno procedendo alla rimozione di tutti i video che potrebbero riportare materiale protetto da diritti di autore, mentre Uploaded.to si è limitato a rimuovere la disponibilità del proprio servizio per gli utenti americani fino a data da destinarsi. Almeno per il momento, tengono invece duro RapidShare e MediaFire: i portavoce di entrambi i servizi hanno dichiarato di non essere preoccupati della situazione venutasi a creare, in quanto ritengono il loro business legale e credono che non ci siano gli estremi per provvedimenti simili a quelli adottati nei confronti del circuito “Mega”. Un’altra conseguenza piuttosto plausibile è stata lo scalpore che l’accaduto ha suscitato sul web, e una netta presa di distanza da parte della  stragrande maggioranza dell’utenza della rete. In effetti, MegaUpload non hostava soltanto materiale illegale (materiale che, comunque, era pur sempre condiviso dall’utenza) e chiunque avesse un account su MegaUpload ha perso di punto in bianco tutti i propri file, senza possibilità di recuperarli.

anonymous

A quanto pare, neanche il famoso gruppo di hacker noto come Anonymous ha preso bene la notizia, e di fatto ha dato inizio a una vera e propria rappresaglia virtuale online. I siti di FBIDipartimento della Giustizia, Casa Bianca, nonché quelli di Universal, Vivendi, Warner Music e altri importanti associazioni ed esponenti dell’industria discografica e cinematografica sono progressivamente andati offline, sostituiti da un eloquente messaggio ormai divenuto slogan ufficiale della rappresaglia: “If Megaupload is down, you are down too“. Il canale Twitter del gruppo di hacker è stato letteralmente invaso da messaggi di appoggio e di sostegno, a dimostrazione del disagio e della contrarietà alla manovra che accomunano gran parte del web in queste ore; attraverso questo stesso canale, Anonymous sta continuando a diffondere sul web messaggi intimidatori contro gli uomini dietro il provvedimento, minacciando la “messa offline” di nuovi siti e tenendo una sorta di elenco aggiornato di quelli già colpiti. Come ultima “cartuccia da sparare”, il gruppo ha dato il via a un interessante progetto denominato “Anonyupload” che si propone come un servizio di hosting e condivisione file libero, gratuito e anonimo. Il tutto è ancora ad uno stato embrionale e il team sta cercando fondi per poter concretizzare il progetto; il servizio dovrebbe comunque essere lanciato a breve, il 25 Gennaio stando a quanto specificato sul sito stesso. Pare che Anonyupload sarà al di fuori della portata della giurisdizione statunitense (l’intera infrastruttura dovrebbe trovarsi in Russia), e se a ciò aggiungete che il dominio “anonyvideo.com” è già stato acquistato e riporta al sito precedentmente citato, allora il quadro è bello che completo.

Non ci è dato sapere come finirà questa vicenda, né chi la spunterà alla fine, né come cambierà il mondo del web alla fine di questa piccola “grande guerra virtuale”. La scossa alla rete c’è comunque stata, e va ad inserirsi in un contesto più grande che vede altri giocatori in campo (ad esempio, in tutto l’articolo non abbiamo nominato minimamente il SOPA). Al momento non possiamo far altro che seguire gli sviluppi di questa intricata vicenda, non mancheremo di tenervi aggiornati nel caso fosse necessario. E voi, cosa ne pensate in merito? Qual è la vostra opinione al riguardo?

Aggiornamento

Come alcuni di voi hanno segnalato nei commenti, il gruppo di hacker Anonymous ha categoricamente preso le distanze da Anonyupload e da Anonyvideo, smentendo le voci che li indicavano come fautori dei due progetti appena citati. Essi non hanno nulla a che fare con i suddetti siti, le cui menti hanno confermato la dichiarazione fatta dal noto team. Ad ogni modo, il servizio ha momentaneamente sospeso il sistema di donazioni (sembra sia stata già raggiunta la somma sufficiente) e si appresta ad essere lanciato a breve. Bufala o realtà? Un interrogativo in più che va ad aggiungersi a quelli già esistenti.

Autore

Gerardo Considerato è uno studente presso UniSa, articolista web freelance, aspirante game dev & designer, nonché fondatore del progetto indipendente Raxys Games.
  • Frank Fisher

    lol mi piacerebbe anche a me una maschera come quella xd

  • Ospite

    Vorrei ricordare che la tassa (“equo compenso”) sui tutti i supporti di registrazione la stiamo già pagando, indipendentemente dalla provenienza dei file registrati.

  • Luxiter

    è solo un pensiero, un tempo internet non esisteva e programmi giochi video si scambiano ugualmente, poi un giorno arrivo internet (“adsl a criceti” per i poveri sfortunati italiani) e quasi per magia ecco napster winmx ecc..
    Internet cresce è sempre più libera ed esprime la volontà di libertà della gente escono i primi http sharing….
    Poi bhe c’è solo bisogno di fantasia non credete….
    Non credo che scaricare illegalmente sia da giustificare, ma non giustifico nemmeno il costo di 300 euro se non più per un software ad uso personale…
    Oggi esiste Linux grazie ad internet e alle infite potenzialità del cloud non si può più definire di nicchia….

    Solo per dire che la rete si evolve, alcune volte in modo spontaneo, altre come se ci fosse stato un cataclisma e si deve ricominciare…

  • Enzo

    Sull’home di anonyupload c’è scritto chiaramente che non fanno parte di anonymuos.

  • Mirimmi

    gira la notizia – a cui considerando le fonti credo – che anonyupload sia uno scam! state attenti!!!

  • Jolly

    ehm anonymouse è un sito che permette connessioni tramite proxy non un gruppo di hacker o.ò ANONYMOUS invece è il gruppo di hacker…

  • Mariodemarchi80

    siete sicuri che ogni sito di file shiring stia chiudendo per quello che pensate voi.Non è cosi,non è quello che pensate voi,piuttosto cominciate a preoccuparvi perchè fra non molto sentirete alla TV che nessuno potrà comprare piu niente,neanche nei negozi,non si potrà neanche fare piu la spesa.Questi signori che ora hanno cominciato cosi,fra poco vi obbligheranno tutti ad essere marchiati con un loro metodo se vorrete comprare o vendere,(il marchio che vogliono mettervi addosso è il marchio della bestia il 666.Non credete a cio che cè scritto in rete.Stanno iniziando già da adesso perchè sanno che il loro tempo è poco.Kim dotcom ed altro tutte fesserie,non credete a queste cose che leggete,è tutto falso,sono anche loro nel gioco.

  • Il file sharing mondiale ad un punto di stallo incredibile (ed impensabile).

    Che il 2012 affondi la sua profezia alla rete? Spero proprio di no.

  • Axlpat

    Anonymous ha smentito che si tratta di un loro sito.
    da quanto si legge su youranonnews:
    FYI – We have NO affiliation with this site, and by the looks of it, this is a SCAM – 

  • Bho

    Scusate ma mettere un piu’ a tutti gli abbonamenti adsl con possibilita di scaricare il tutto …quello niente ..

    • Come replicato a Stefano, non capisco perchè tutti dobbiamo pagare di più l’abbonamento adsl, se tu vuoi scaricare dalla mattina alla sera.
      Ma chi non è interessato a scaricare o scarica pochissimo deve pagare anche la tua quota di scarico.
      Allora è molto più sensato proporre abbonamenti diversificati, simili a quelli proposti dai gestori telefonici, e scegliere quanti mega o giga scaricare al mese. Più paghi, più scarichi.
       

  • Wdj97

    Fortunatamente esistono persone cone gli anonymouse

  • Tuononno

    per la cronaca, il 25 gennaio è domani…

    • Gerardo Considerato

      Abbiamo appena corretto l’errore, ogni tanto può capitare anche a noi qualche svista. Grazie per la segnalazione!

  • Morto un P2p se nè fa un’altro, niente di nuovo, abolizione totale del copyright oramai un dinosauro, introiti per le major e artisti attraverso pubblicità e quota da prelevare nell’abbonamento Adsl e fine della ricerche alle streghe. Cosi’ sarà fra una decina di anni per ora lasciamoli affogare nelle aule di tribunale.

    • Enzo

      sono d’accordo (tranne per il fatto che non si trattava di p2p). L’unico futuro plausibile è quello che hai descritto tu. Non si può fermare la rete…

    • In pratica mettiamo un’ accisa sull’ adsl come avviene per la benzina.
      Ma poi non lamentarti per il costo dell’abbonamento adsl.
      Inoltre la quota la devono pagare solo gli italiani, tutta europa, europa + america o europa + america + cina ?? Perchè in tutto il mondo scaricano file protetti da copyright.

      E se invece di tasse e pubblicità, ognuno paga quello che guarda non è altrettanto uguale.??