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Facebook: riflessioni e testimonianze sul fenomeno sociale “virtuale” che influenza la vita reale

Facebook: riflessioni e testimonianze sul fenomeno sociale “virtuale” che influenza la vita reale

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Amici de Il Sito Blu, prima di iniziare vorrei anticiparvi che questo non è un’articolo su un’ultima news o una recensione di qualche servizio online; l’articolo in questione, nasce per condividere con voi, qualora lo vogliate, idee, impressioni e perchè no anche provocazioni su quello che accade intorno al mondo di internet.

I social network hanno cambiato il nostro mondo: dal fondamentale ruolo che stanno giocando nel far mobilitare la popolazione in Libia, o nel conforto e la solidarietà che giunge da ogni angolo del pianeta per i superstiti della catastrofe in Giappone, ma al di là dei fatti di cronaca, anche nel piccolo i social network rivoluzionano ognuno di noi.

Le nostre abitudini, la quotidianità e quindi inevitabilmente anche le nostre relazioni; esse spesso rischiano di essere influenzate dai rapporti che si creano in queste enormi piazze virtuali; basta pensare all’enorme quantità di foto presenti su Facebook, capaci di smascherare un tradimento o far scoppiare la scintilla tra due sconosciuti. Definirli solo dei mezzi di comunicazione per tenersi in contatto con amici e parenti è riduttivo… sono parte integrante della nostra quotidianità e segnano in positivo e in negativo, tutte le sfere della nostra vita. Ma come mai i social network hanno riscosso così successo tanto da cambiare la nostra realtà?

Trovare vecchi compagni di scuola e nuovi partner lavorativi, scambiarsi consigli con altri appassionati di libri o condividere l’esperienza di genitore single o separato con persone nella stessa situazione. Forse sarà perché tutti ormai sono troppo indaffarati e sempre di corsa e non c’è il tempo di fare nuove amicizie o coltivare quelle esistenti, che sempre più persone utilizzano i Social Network per costruire o reinventare i rapporti fra le persone, soprattutto in ambito sessuale; incontrare l’anima gemella o il partner di una notte e poter dialogare protetti dall’anonimato, scegliendo i propri tempi e modi.

Se lo si chiede in giro, per rispondere al perché ci si è iscritti ad un social network, per l’85% degli utenti è semplicemente per tenersi in contatto con gli amici lontani; non avere un profilo e come non avere il cellulare, e anche per chi in un primo momento riversa il pollice in giù tende poi, per un motivo o per un’altro, ad usarlo accontentando gli amici, pensando che sia semplicemente una moda passeggera. Ciò che invece non si immagina, è che dopo aver confermato la registrazione, tra tag e condivisioni, la vita sessuale inizia a triplicarsi, come quella di Louise Grant.

Louise è una ragazza di 25 anni che vive a Manchester, fa la barista e dichiara di essersi iscritta a Facebook per rimorchiare sconosciuti e farci sesso. In pochi mesi, la giovane e attraente ragazza confessa di esser riuscita a portare a letto più di 200 ragazzi. Sul web ha soddisfatto i suoi piaceri scoprendo che, in realtà, Facebook è zeppo di persone che hanno il solo e unico obbiettivo di portare quanti più sconosciuti a letto, anche se sono in pochi dichiara che come lei, lo ammettono.

Questo secondo la giovane ragazza è quello che rende le communities del web così interessanti: le donne single sono sempre più golose e cacciatrici, gli uomini ancora più donnaioli e disponibili, condannando le coppie fidanzate ad una perpetua attività di stalking nei confronti dei propri consorti.

L’invenzione del secolo quindi ha avuto così tanto successo perché è riconosciuta da tutti come un potente strumento per chi è a caccia di sesso e dove  riesce a soddisfare i propri desideri? Per molti si, è solo il giocattolo ideale per spettegolare, insultare, spiare, mostrandoci cosa è un social network in realtà: il ritratto evidente della società viziata e deviata come la nostra, che pullula di ipocrisia e manie di protagonismo, per saziare il bisogno di apparire piuttosto che essere, destare interesse e uscire dall’anonimato.

Questa è la sfaccettatura di un fenomeno ormai concreto e presente, come Facebook, ma che alla fin dei conti era stato creato proprio per questo motivo; un nerd, a prima vista uno sfigato colossale; un tipo insopportabile con una vita sociale pari a zero, cresciuto a pane e codici che una sera decide di mettere online le foto delle ragazze del collage; sembrava una bravata come tante altre, ma l’innocente voglia guardona di due sbarbatelli diventa poi nel giro di pochi mesi quello che è oggi: un’ossessione di proporzioni planetarie di farsi i fatti altrui, che occupa ogni giorno ore e ore a milioni di persone, subito in ansia se non hanno sottomano smartphone e computer per controllare se ci sono novità nel proprio profilo.